Paolo Nicoletti
SINTESI DEL LAVORO DEL GRUPPO "IMPIANTI DI
RISALITA E INNEVAMENTO ARTIFICIALE"
In base a quanto riferisce il
rappresentante comunitario, Dott. Soukup, l'orientamento (ancorché non
definitivo) della Commissione è quello di applicare agli incentivi alle
imprese che esercitano impianti di risalita e gestiscono piste da sci gli
orientamenti propri delle PMI, regionali e ambientali. Sottolinea inoltre
la neutralità per la Commissione del carattere pubblico-privato delle
imprese.
Le imprese del settore non possono essere
equiparate a quelle dei trasporti, salvo casi eccezionali; non è quindi
utilizzabile la strumentazione normativa del comparto.
La disciplina concessoria propria del
nostro ordinamento non pare costituire una base per escludere dal novero
delle imprese quelle che gestiscono impianti di risalita dalla disciplina
ordinaria in materia di aiuti di Stato.
Da ciò l'opportunità di offrire nuovi
spunti alla Commissione europea in merito all'elaborazione di regole
particolari per il settore Turismo, pur rimanendo all'interno dei principi
generali sottesi all'articolo 87 del Trattato. Ciò sia sulla base di una
valutazione di merito circa la differenza tra imprese del settore
manifatturiero e imprese turistiche, sia sulla base di un impegno che la
Commissione stessa aveva assunto nel 1994.
Si invita perciò ad individuare i motivi
che giustifichino la diversità di trattamento (caratteri differenziali
rispetto al settore manifatturiero).
È stato sottolineato in vari interventi
il carattere di volano per l'economia di valle e oltre degli impianti
rispetto ai finanziamenti a favore del settore manifatturiero e dei
servizi, venendone ad evidenziare il carattere quasi infrastrutturale.
È emersa una esigenza conoscitiva dei
regimi di aiuto applicati concretamente dalle comunità locali nei vari
Stati membri. Per gli interventi italiani è emerso il carattere
essenziale degli aiuti per permettere la sussistenza dei sistemi
impiantistici. Si invitano i rappresentanti regionali a svolgere una
ricognizione della redditività dei singoli impianti di risalita presenti
nella propria regione.
Spesso tali impianti non sono in sé
redditizi e non giustificano un'attività di impresa concorrenziale,
dipendendo più o meno significativamente dalla contribuzione pubblica,
giustificabile nella misura in cui tale settore costituisce elemento
cardine per lo sviluppo di un'area.
È stato sottolineato altresì il
carattere di presidio a favore della pratica sportiva degli impianti di
risalita a favore delle discipline alpine.
Alcuni comprensori sciistici
concorrenziali a livello internazionale soggiacerebbero integralmente alle
regole già stabilite per i restanti settori; nelle altre zone prevarrebbe
il carattere infrastrutturale degli investimenti impiantistici.
In una logica di area si potrebbe
immaginare un sistema di incentivazione che premi le imprese
impiantistiche per il vantaggio che esse trasferiscono sul sistema delle
altre aziende dell'area (che rinuncerebbero ad una parte dell'intensità
massima di aiuto in caso di investimenti).
In analogia a quanto avviene nel settore
dell'Agricoltura, è stato proposto un aumento dell'intensità degli aiuti
in caso di andamenti climatici sfavorevoli (mancanza di precipitazioni
nevose), purché di intensità significativa.
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