|
Luigi Malfa
SINTESI DEL LAVORO DEL GRUPPO "STRUTTURE
RICETTIVE"
La riflessione si è sviluppata a partire
dalla consapevolezza della necessità di assoggettare gli aiuti in favore
delle strutture ricettive alla disciplina comunitaria in materia di
concorrenza ed al conseguente esame della Commissione europea, finalizzato
a stabilire la compatibilità dei progetti di aiuto alla predetta
disciplina. Ciò nondimeno il gruppo di lavoro ha cercato di evidenziare
le peculiarità del settore della ricettività turistica, che dovrebbero
essere considerate dalla Commissione europea per l'esame dei progetti di
regimi di aiuto e per l'eventuale predisposizione di orientamenti
specificamente dedicati al settore.
In proposito i rappresentanti di alcune
regioni hanno reso noto che le rispettive amministrazioni hanno notificato
ed ottenuto l'approvazione di regimi di aiuto che prevedono l'erogazione
di incentivi economici di intensità pari alle soglie previste nella
disciplina comunitaria degli aiuti alle piccole e medie imprese. Pertanto
questa disciplina, con le relative soglie di intensità, viene considerata
il punto di partenza per successivi approfondimenti che conducano
all'approvazione di regimi specifici.
E' stata evidenziata, quale elemento
peculiare della ricettività turistica, la circostanza che, mentre i
prodotti dell'industria manifatturiera sono movimentati per raggiungere il
fruitore, è la persona che si sposta per consumare il prodotto della
ricettività turistica. In questo senso l'elemento che differenzia gli
aiuti al settore, è la minore incidenza sugli scambi implicata da questo
diverso approccio al cliente. Da ciò deriva:
- la caratteristica peculiare della
finalità del consumatore di ricettività, che è direttamente
connessa alla necessità o volontà di recarsi in una determinata
località anziché a quella di fruire delle strutture e,
conseguentemente
- la funzione - che riveste l'offerta
ricettiva - di soddisfacimento di una domanda (di ricettività) che
non potrebbe essere diversamente soddisfatta.
Per isolare gli elementi di specificità del
settore ricettivo, è stato suggerito di procedere individuando:
- quali sono le attività economiche (in
base alla classificazione ISTAT) che in qualche modo operano nel
sistema della ricettività;
- quali, tra le attività ricettive,
operano in contesti "di prossimità" e, come tali, non sono
in grado di influire sugli scambi;
- parametri dimensionali (numero di
addetti, fatturato …) e caratteristiche connesse alla natura del
soggetto gestore (conduzione familiare, rifugi alpini …) che ne
escludono la possibilità di influire significativamente sugli scambi.
Si è anche ipotizzato di prevedere
l'istituzione di una sorta di "regime de minimis" applicabile al
settore della ricettività turistica, con soglie più alte rispetto a
quelle previste nel regime adottato nella comunicazione della Commissione
e differenziazioni a seconda delle zone di intervento. Questa posizione ha
però suscitato alcune perplessità legate alla natura del regime in
questione, che presuppone un limite al di sotto del quale gli interventi
di incentivazione non sono considerati aiuti secondo la definizione
dell'art. 87 del Trattato CE e che pertanto non è suscettibile di
adattamenti legati alla modifica della soglia di 100.000 Euro.
Un altro elemento importante, emerso
dalla riflessione, ha riguardato l'opportunità di utilizzare il sistema
di regole comunitarie come stimolo per affinare e rendere più selettive
le strategie e le politiche di incentivazione del settore. In questo senso
si è rilevata l'opportunità di concentrare gli aiuti sulle misure
finalizzate a valorizzare la qualità e la specificità dei prodotti e ad
ottenere standards (ambientali, di sicurezza, di qualità …) più
elevati di quelli che le imprese sono costrette per legge ad osservare.
E' stato, infine, evidenziato che
l'offerta ricettiva può consentire la rivitalizzazione ed evitare lo
spopolamento ed il degrado di aree che non potrebbero fruire di ipotesi
alternative di sviluppo praticabili e, nel contempo, può costituire
l'unico mezzo per far conoscere il patrimonio ambientale e culturale
minore. Come tale, risponde a due "giustificazioni compensatorie"
dell'elemento distorcente insito nell'aiuto, che sono:
- il sostegno delle zone svantaggiate
(zone rurali, zone montane …);
- la "coesione culturale"
dell'Europa.
|