Gli aiuti agli impianti a fune
30 novembre 2001

La problematica specifica degli impianti a fune
lo stato dell'arte

Dopo il seminario di Bruxelles si è sviluppata una frenetica attività sul fronte degli impianti a fune. Già nel seminario di Bologna del 22-23 marzo 2000, la Commissione aveva illustrato i suoi orientamenti in materia, consistenti nella totale equiparazione di tale settore a quello manifatturiero. In quella stessa occasione tale impostazione fu contestata e per questo motivo la problematica degli impianti di risalita ha avuto un risalto particolare nel seminario tenutosi al Parlamento europeo.

Nel frattempo, peraltro, la Commissione aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti di una legge della Provincia di Bolzano e successivamente è stata notificata la legge statale n.140/99 e diversi altri regimi di aiuto sono stati sottoposti alla valutazione della Commissione.

Di fronte all'atteggiamento di chiusura della DG-Concorrenza, si è iniziato un intenso lavoro tendente a far riconoscere la specificità del settore e l'inidoneità delle normali regole in materia di aiuti di Stato, pensate per il settore manifatturiero, a risolvere le situazioni relative agli impianti a fune. Per parte nostra, abbiamo contribuito alla notifica della legge 140/99, scrivendo la parte della scheda di notifica relativa alle motivazioni, partecipando alle riunioni del gruppo di lavoro costituito presso il ministero dell'Industria, visitando il funzionario comunitario incaricato della valutazione della legge.

Durante tutto il 2001 si sono moltiplicate le iniziative e gli interventi sia presso i Servizi incaricati della valutazione dei diversi regimi di aiuto, sia presso le più alte istanze della Commissione, cui abbiamo partecipato, ricevendo assicurazioni e ottenendo interventi che hanno, da un lato probabilmente ritardato le decisioni, dall'altro sensibilizzato e orientato verso una soluzione leggermente più "morbida" di quella originaria.

Allo stato attuale, la Commissione sembra orientata ad adottare una Comunicazione (non si sa se ad uso interno o a divulgazione esterna) che prevede, sostanzialmente, la "liberalizzazione" degli impianti definibili di trasporto e, per tutti gli altri impianti, la concessione di intensità di aiuto più elevate (10 punti percentuali in più delle intensità previste in generale per le PMI) per un periodo transitorio di tre anni.

Le iniziative volte ad ottenere condizioni più favorevoli continueranno.