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Bologna, 23 settembre 2004 - Non tutto è aiuto di Stato |
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Come è stato chiarito nel corso del Seminario del 23 settembre, scopo di quell’incontro era di avviare un dibattito sull’applicazione della disciplina degli aiuti di Stato, in particolare per quanto riguarda le situazioni che si trovano al limite dell’ambito di applicazione di quella disciplina, non essendo chiaro – o essendo discutibile – se esse debbano essere collocate all’interno o all’esterno di tale limite. Si è inoltre inteso rilanciare un approfondimento della materia per quanto riguarda attività nelle quali la concorrenza gioca in maniera diversa da quanto si verifica nel settore manifatturiero, al quale sono ispirate le valutazioni della Commissione e le regole che nel tempo si sono affermate. Ciò allo scopo di sensibilizzare le parti in causa e la Commissione stessa sull’opportunità di modificare tale approccio. In sostanza, si auspica una maggiore attenzione allo spirito del trattato, spesso sacrificato alla pur comprensibile esigenza di omogeneità di comportamenti e di valutazioni e ad un malinteso concetto di certezza del diritto. I temi introdotti nel Seminario meritano dunque un maggiore approfondimento, che riteniamo possa essere proposto in ulteriori occasioni di incontro, presso di noi o altrove. Rilanciamo qui alcuni temi, auspicando commenti e proposte dai partecipanti ai lavori del 23 settembre o da chiunque, visitando questo sito, voglia esprimere la propria opinione. I contributi, inviati all’indirizzo seminario@europroject-online.it, saranno portati a conoscenza di tutti. Gli argomenti che riteniamo di proporre, nell’ottica del primo Seminario, sono i seguenti: Le problematiche della montagna Si tratta di valutare se le regole in materia di aiuti di Stato debbano operare acriticamente in regioni caratterizzate da un handicap naturale permanente, dove le attività economiche sono in parte indiscutibilmente “di prossimità”, in parte costituiscono l’unico motivo di radicamento della popolazione al territorio. Il loro sostegno risponde dunque ad un interesse generale dell’Unione nel suo insieme. Su questo tema, come è già stato annunciato, si terrà un Convegno a Saint Vincent il 28 ottobre prossimo, organizzato dalla Regione Valle d’Aosta. Gli aiuti all’innovazione È un tema questo, su cui la Commissione sta riflettendo. La prima bozza di documento, non ancora pubblicata, su cui verranno chieste osservazioni, è assolutamente deludente. In sostanza, la Commissione si limita a richiamare l’insieme delle regole attualmente applicabili alle diverse ipotesi di aiuti di Stato, escludendo dunque una categoria ed una disciplina specifica. La recente comunicazione “aiuti di Stato e capitale di rischio” è decisamente inadeguata e scarsamente consapevole del fenomeno del venture capital. Proponiamo un dibattito con il duplice scopo di formulare osservazioni al documento della Commissione e di studiare soluzioni anche in un’ottica restrittiva. Gli aiuti al settore turistico Si tratta di riprendere le tesi discusse nei Seminari del 2000, anche alla luce degli esiti delle notifiche della legge 140/99 e delle diverse leggi regionali in materia di aiuti agli impianti di risalita. Proprio dagli argomenti portati a sostegno di quella legge (su cui rivendichiamo gran parte della paternità), accolti dalla Commissione, può derivare un nuovo approccio agli aiuti al settore turistico più in generale. Gli interventi nel campo della “promocommercializzazione” Interventi di questo tipo sono posti in essere da innumerevoli soggetti (Stato, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, Camere di Commercio), nelle forme più varie. Si tratta di stabilire un confine tra ciò che è consentito e ciò che non lo è, tra ciò che – pur essendo consentito – è qualificabile aiuto di Stato e ciò che sfugge alla disciplina comunitaria della materia. Regole e prassi riguardano essenzialmente il settore agricolo, come è stato illustrato nel Seminario del 23 settembre; vanno individuati principi estensibili agli altri settori.
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