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| Quesito (10 aprile 2009) |
cooperazione transfrontaliera, partner |
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Quanti partner possono partecipare ad un progetto di cooperazione transfrontaliero? Il numero di partner può variare a seconda delle necessità del progetto, in ogni caso un requisito indispensabile è che nel partenariato siano presenti almeno due partner provenienti da ambedue gli Stati membri corresponsabili del Programma (x es. Italia-Svizzera, Italia-Slovenia ecc. ). |
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| Quesito (6 aprile 2009) |
fondi strutturali, spese |
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Il Comune è stato assegnatario di un contributo per la realizzazione di un’opera pubblica a valere sui Fondi strutturali per il periodo di programmazione 2000-2006. Il termine per la realizzazione degli investimenti era fissato al 31.12.2008, termine che il Comune non è stato in grado di rispettare. Sono apparse sulla stampa notizie in merito ad una proroga del termini al 30 giugno 2009. Possiamo dunque ancora rendicontare le spese che sono in corso di completamento? La Commissione, in data 19 febbraio 2009, ha prorogato al 30 giugno 2009 il termine ultimo di ammissibilità delle spese relative al periodo di programmazione 2000-2006 (SG-Greffe(2009) D/939). Il Comune potrà dunque completare gli investimenti e rendicontare tutte le spese sostenute entro la nuova data limite. |
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| Quesito (31 marzo 2009) |
cooperazione , soggetti |
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Qual è la differenza tra "partner associati al progetto" e "altri soggetti coinvolti" in un progetto di cooperazione? I partner associati firmano la Convenzione di Cooperazione con la quale si impegnano a svolgere determinate attività, a gestire il relativo budget che gli verrà assegnato per la realizzazione di tali attività previste e a partecipare all'autofinanziamento. Per "altri soggetti coinvolti" s’intendono coloro che aderiscono al progetto apportando contributi finanziari, nella forma di sponsorizzazioni, senza però prendere parte alla realizzazione diretta delle attività previste nel progetto. Le modalità di contribuzione sono lasciate alla discrezionalità degli interessati ma l'eventuale finanziamento deve sempre risultare speso e contabilizzato dal Capofila italiano o dai partner italiani sotto forma di autofinanziamento. Mentre un prestatore di servizio è un fornitore (di beni, di consulenza, di risorse umane) a cui viene pagata una regolare fattura da uno o più partner. Egli non firma la Convenzione di Cooperazione, non partecipa all'autofinanziamento e non riceve alcuna quota del contributo FESR. |
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| Quesito (26 marzo 2009) |
cooperazione , partner |
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Qual è il ruolo che ricopre il “Lead Partner” di un progetto europeo di cooperazione? Il LP è legalmente responsabile della presentazione, gestione e attuazione del progetto anche per conto degli altri partner. Ha il compito di coordinare i soggetti partner con cui stabilisce i termini e le condizioni dei reciproci rapporti di partenariato. Il LP è responsabile degli obblighi (anche finanziari) assunti, anche per conto degli altri partner e degli adempimenti previsti dall’avviso pubblico e dalla convenzione con l’Autorità di Gestione. La contabilità di progetto deve basarsi su rendiconti dettagliati e completi di tutte le operazioni, comprovate dalla debita documentazione giustificativa. Il Lead Partner (LP) è il Soggetto responsabile della realizzazione del progetto e delle relative risorse finanziarie. |
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| Quesito (18 marzo 2009) |
de minimis |
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Un’azienda del settore dei servizi controllata dal Comune ha partecipato ad un bando regionale ed ha ottenuto un contributo in regime “de minimis”. Ora deve dichiarare tutti gli aiuti in base allo stesso regime ottenuti nell’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti. Nel rilasciare questa dichiarazione si deve tener conto degli aiuti concessi o degli importi effettivamente erogati? Nella dichiarazione vanno indicati gli importi concessi. Qualora tuttavia fosse stato concesso un aiuto non completamente utilizzato e l’importo erogato in via definitiva fosse inferiore a quello inizialmente concesso, dovrebbe essere dichiarato quello effettivamente erogato. Se invece sul totale concesso fosse stata erogata un’anticipazione o una rata, ma il progetto dovesse ancora essere rendicontato (sarebbe cioè probabile o comunque possibile l’erogazione dell’intera somma), dovrebbe essere dichiarato l’importo concesso. |
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| Quesito (16 marzo 2009) |
definizione PMI |
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Una società mista, partecipata dal Comune per il 40%, con 7 dipendenti ed un fatturato di 3 milioni di € può partecipare ad un bando riservato alle piccole e medie imprese? Se il Comune ha meno di 5.000 abitanti ed un bilancio annuale inferiore a 10 milioni di €, SI. Diversamente l’impresa non può essere classificata PMI. |
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| Quesito (9 marzo 2009) |
aree industriali |
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Il Comune ha ricevuto dalla Regione, su un bando del POR 2000-2006, un contributo per le opere di urbanizzazione di un’area industriale. Esistono criteri o vincoli per la determinazione del prezzo di vendita dell’area? L’area attrezzata è un bene di proprietà pubblica. Perché non si abbia aiuto di Stato, esso deve essere alienato al prezzo di mercato, vale a dire o all’unico o migliore offerente, nell’ambito di una gara, o applicando il prezzo stabilito da una perizia. Nel caso di lotti di un’area industriale si applicherà la seconda soluzione. Il fatto che il Comune abbia ottenuto un contributo sui Fondi strutturali per realizzare le opere di urbanizzazione non cambia la situazione. In realtà, se la cosa non è espressamente vietata dal bando, il Comune potrebbe, a certe condizioni, vendere ad un prezzo inferiore a quello di mercato (ad esempio trasferendo il contributo ricevuto sugli acquirenti); in questo caso, però, lo sconto praticato costituirebbe aiuto di Stato e potrebbe essere concesso solo nel rispetto delle regole in materia (anche, eventualmente, in “de minimis”). |
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| Quesito (27 febbraio 2009) |
cooperazione , partner |
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Come si può trovare un partner straniero in un progetto di cooperazione? Per trovare un partner ci si può rivolgere ad un'amministrazione dell'altro paese che si occupi di progetti europei oppure iscriversi alla Borsa progetti e cercare un partner potenziale tra quelli che sono già iscritti. Inoltre spesso i siti dei vari programmi offrono un servizio on line che permette di dare indicazioni sulla propria idee progettuale e lasciare che eventualmente partner stranieri ci contattino per entrare a far parte del nostro progetto. |
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| Quesito (20 febbraio 2009) |
de minimis, attività di prossimità |
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Il Comune intende concedere incentivi per il mantenimento delle botteghe storiche del centro cittadino. Si tratta di contributi ai proprietari o gestori degli esercizi commerciali per incentivarli a mantenere le attività tradizionali. Deve essere applicata la regola “de minimis”? Trattandosi di attività di tipo locale (di prossimità), i contributi non distorcono gli scambi tra Stati membri e non sono quindi aiuti di Stato ai sensi del trattato CE. Essi possono dunque essere concessi senza preoccuparsi della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato. La regola “de minimis” non è applicabile. |
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| Quesito (18 febbraio 2009) |
cooperazione , capofila |
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Quali partner possono svolgere il ruolo di Capofila in un progetto di cooperazione transfrontaliero? Tutti i soggetti, pubblici o privati, sono titolati a svolgere il ruolo di Capofila di progetto. I capifila non debbono soddisfare requisiti specifici o diversi dai semplici beneficiari, ma per quanto concerne la localizzazione, essa deve essere esclusivamente limitata alle zone transfrontaliere, con esclusione quindi delle aree cosiddette "di flessibilità". |
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| Quesito (11 febbraio 2009) |
clausola Deggendorf |
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Una ex municipalizzata deve partecipare ad un bando regionale che esclude le imprese che debbano restituire aiuti dichiarati illegali e incompatibili dalla Commissione europea: viene quindi richiesto di rilasciare una dichiarazione in tal senso. Come si può essere certi di essere in condizione di partecipare al bando? Si tratta della cosiddetta “dichiarazione Deggendorf”. In applicazione della giurisprudenza della Corte di Giustizia comunitaria (che ha preso avvio appunto con il caso Deggendorf), la Commissione vieta che vengano concessi aiuti di Stato a soggetti che abbiano precedentemente ottenuto aiuti dichiarati successivamente illegali e incompatibili dalla Commissione stessa, che di conseguenza ne ha ordinato il recupero da parte dello Stato. Per questa ragione un potenziale beneficiario di aiuti di Stato deve dichiarare di non trovarsi nella condizione di dover restituire aiuti di questo tipo, o di averli restituiti, o di averli versati in un conto corrente vincolato (in attesa, ad esempio, dell’esito di un ricorso). Uno dei casi di richiesta di recupero riguarda proprio le ex municipalizzate che negli anni ’90 hanno ottenuto sgravi fiscali (quindi aiuti di Stato) per favorire la loro trasformazione in società di capitali. Va precisato che deve essere dichiarato che l’impresa non è destinataria di un ordine di recupero (o che ha provveduto in uno dei due modi sopra indicati). Ciò significa che non si deve dichiarare che non si è beneficiato di aiuti illegali e incompatibili, ma che non si è ricevuta un’ingiunzione di recupero (dalla Regione, dall’INPS, dall’Agenzia delle Entrate, o da qualsiasi altro Ente che abbia concesso aiuti di Stato). |
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| Quesito (5 febbraio 2009) |
cooperazione , spese |
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In un progetto di cooperazione sono rimborsabili le spese sostenute da un'autorità pubblica diversa dal beneficiario finalizzate alla preparazione o alla realizzazione di un'operazione progettuale? Ai sensi dell'art. 50 Reg. (CE) n. 1828/06 sono rimborsabili i costi relativi ai servizi professionali resi da un'autorità pubblica diversa dal beneficiario, purché derivanti da un accordo (convenzione o protocollo d'intesa) ove siano stabiliti: oggetto della prestazione, durata, modalità di rappresentazione delle spese, reciproci obblighi e garanzie. L'autorità pubblica fattura i costi al beneficiario oppure rendiconta tali costi attraverso documenti aventi valore probatorio che consentano di determinare le spese effettivamente sostenute. Per quanto indicato dall'art. 50 Reg. (CE) n. 1828/06 si evince che un servizio professionale reso dall'autorità pubblica non può essere delegato a terzi. |
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| Quesito (4 febbraio 2009) |
cooperazione , prestazione di servizi |
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Un Ente pubblico può assegnare lo svolgimento di una o più attività del progetto ad una società? Si, l’Ente pubblico può avvalersi di un prestatore di servizi da individuarsi con procedure di evidenza pubblica indicando in maniera chiara le esigenze e gli obblighi derivanti dal progetto approvato (contenuti, attività, comunicazioni e tempistica). È comunque l’ente pubblico a rappresentare l’interfaccia con l’Amministrazione di riferimento e ad essere responsabile per la corretta attuazione del progetto. La società, in quanto prestatrice di servizi, verrà pagata in ossequio ai contenuti del contratto e a seguito di opportune verifiche del committente. Le spese rendicontate sul progetto corrispondono alle spese sostenute dall'Ente pubblico per l'acquisto del servizio. |
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| Quesito (30 gennaio 2009) |
programmi di cooperazione |
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È possibile per un Comune partecipare ad un bando su un Programma comunitario di cooperazione regionale con un proprio progetto? Le condizioni di partecipazione sono indicate nel bando e possono variare di caso in caso (oggetto, soggetti ammessi a partecipare come partner o capofila, termini, entità del contributo, ecc.). In ogni caso nessun progetto può essere presentato da un unico proponente: caratteristica dei Programmi di cooperazione regionale è infatti una proposta presentata da più partners (almeno due – ma spesso è richiesto un numero maggiore – appartenenti a due Stati membri diversi interessati dal Programma). |
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| Quesito (21 gennaio 2009) |
definizione PMI |
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Una impresa con 55 dipendenti di cui 20 part time può essere classificata piccola impresa? Per stabilire il parametro dimensionale “occupati” ai fini dell’applicazione della definizione di PMI si deve tener conto delle ULA (unità lavorative/anno). I dipendenti part time o stagionali vanno dunque considerati pro quota: un dipendente impiegato a orario pieno per sei mesi equivale dunque ½ ULA, così come una persona occupata per mezza giornata per l’intero anno. Una persona assunta o che abbia cessato l’attività durante l’anno va considerata per il tempo di effettivo impiego. Nel caso prospettato il calcolo va dunque effettuato tenendo conto dell’impegno dei 20 dipendenti part time. |
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